Tradimento del “siamo solo amici”

Quando si parla di tradimento all’interno di una relazione di coppia tutti pensano a quello di natura sessuale. Tutti comprendono gli effetti distruttivi sulla relazione di questo comportamento ma pochi conoscono una forma di tradimento “velata”. Il tradimento del siamo solo amici (o colleghi) è meno evidente proprio perché avvolto dal velo dell’amicizia. Confondere il reale significato di quello che accade in questo tipo di relazione è più facile, almeno fino a quando non emergono gli effetti dannosi sulla coppia.
La sua pericolosità è propria nell’insinuarsi in modo graduale e apparentemente innocuo, ma più passa il tempo più toglie ENERGIA RELAZIONALE al rapporto con il proprio partner.
In questo articolo vediamo la dinamica di questo atteggiamento in modo che tu possa prenderne consapevolezza e agire nella pratica per evitare che possa insinuarsi nella relazione con il tuo partner.

“Nella coppia un pulviscolo di bugie distrugge un universo di amore”

L’errore fatale del “siamo solo amici”

Questo tradimento è di chi si racconta, alle volte per ingenuità altre per giustificarsi, “tanto siamo solo amici, cosa c’è di male”. Considera che ogni giorno puoi instaurare rapporti sul posto di lavoro, in palestra e nei luoghi che frequenti (anche virtuali) in modo individuale e non come coppia. Il principio, che dovrebbe orientare i rapporti extra-coppia è:

Le amicizie con persone del sesso opposto sono possibili solo se
esistono confini chiari

Questo perché più una frequentazione si protrae nel tempo più può aumentare il rischio di un’attrazione fisica od emotiva.
Un processo del tutto normale nel momento in cui non viene tracciato un confine chiaro con l’altra persona, l’amico o l’amica.

Senza un confine chiaro, il legame giusto di amicizia può diventa ingiustamente (nei confronti del proprio partner) eccessivamente intimo.
A questo punto il tradimento, sul piano emotivo ma altrettanto intenso e distruttivo come quello sessuale, sta già avvenendo.

Se non crei limiti un’amicizia può diventare intima.
In modo del tutto automatico può evolvere in un’attrazione fisica

Quando condividi le risate e le preoccupazioni al di fuori della tua coppia, vuoi rilassarti o trovare un sostegno emotivo più in quell’amico/a che nella tua relazione; stai portando il grado d’intimità con la persona “estranea” pericolosamente vicino a quello che c’è con il tuo partner.

Un abbraccio in più, una risata in più, una parola più piccante, uno sguardo diverso, piccole bugie al partner.
Inizia quel processo del giustificare e razionalizzare i propri comportamenti con l’amico/a che genera questa tipologia di tradimento.

Questo errore crea un’illusione, come la maggior parte dei tradimenti, in cui l’amico/a sembra essere come una piacevole via di fuga.

Puoi iniziare ad aprirti più facilmente con l’altra persona senza chiederti il motivo del perché ciò stia accadendo: forse con l’altro/a non hai bisogno di parlare di figli, delle sfide della vita con cui discutere con il proprio partner. L’illusione, solitamente, dura fino a quando è solo piacere; se le cose evolvono e bisogna interagire con la realtà nella sua complessità, comprese le sfide e i problemi, l’amico o l’amica fanno un passo indietro, nascono problemi diversi.

COSA FARE: TRACCIA CONFINI CHIARI

Avere una relazione stabile e serena non è sempre semplice, anche per le coppie più affiatate.
Possono esserci sempre momenti difficili, piccoli o grandi sfide da superare insieme. Il tradimento del siamo solo amici rischia di togliere energie alla propria relazione di coppia proprio quando invece ne sono richieste di più, i momenti di crisi. Da oggi inizia a:

  • Prendi coscienza: la logica del “siamo solo amici” ti consente di ritagliarti tempo da dedicare alla persona estranea alla coppia. Ti dà un mucchio di scuse per giustificare carinerie e confidenze. 
Nella realtà vi è una differenza tra un’amicizia genuina e un’amicizia eccessivamente intima.
    .
  • Limite nella comunicazione: evita di parlare di aspetti molto personali che l’altra persona non è tenuta a sapere. Dai un limite ai discorsi di tipo emotivo o sessuale. Poni limiti al contesto amicale e non permettete di oltrepassarli. Un vero amico/a rispetta le regole dell’altro. Altrimenti qualcosa non quadra.
    Fai rispettare i tuoi confini e farai luce su relazioni equivoche.
    .
  • Limite corporeo: abbracci, baci innocui, vicinanze eccessive riguardano la sfera intima/sessuale non amicale.
  • Limite temporale: l’amicizia ha il suo di tempo che non deve travisare nel tempo intimo. Se chatti con l’altra persona molto tempo della tua giornata, scherzi e ti confidi anche quando non sei con lui/lei, la mattina, la sera, addirittura mentre sei con il tuo partner; hai permesso che il contatto superi il limite spazio/temporale del contesto amicale e/o lavorativo.

Riassunto

Prendi consapevolezza che questa forma di tradimento toglie ENERGIA RELAZIONALE alla tua coppia. 
Per salvaguardare il tuo rapporto di coppia e prevenire equivoci usa questa REGOLA GUIDA:

se il tuo partner si sentisse a disagio osservandoti mentre parli o scherzi con quella persona si tratta di una forma di tradimento.

Quando interagisci con qualcuno chiediti:
se il mio partner
(fidanzato/a, coniuge, etc.) fosse proprio accanto a me,
farei quello che sto facendo? Direi quello che sto dicendo?

Se la risposta è no, allora c’è qualcosa di sbagliato in quel rapporto

Hai capito che hai un problema con il tuo umore o sei in relazione con un partner instabile?
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Un saluto,

Dr. Michele Tedesco


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Ritrovare la calma dopo un litigio di coppia

In questo articolo voglio darti tre semplici indicazioni utili per aiutarti a ritrovare la calma dopo un litigio con il tuo partner.
Dopo una discussione accesa è normale provare una sensazione di malessere, di distanza affettiva, sentirsi incompresi e arrabbiati. Il rischio però è quello di trascinare questo stato di inquietudine per troppo tempo, ovvero restare per troppo tempo in un’atmosfera di negatività personale e relazionale.

Dalle nature diverse nasce l’amore. Nella contraddizione, esso acquista forza.
Nel confronto e nella trasformazione si preserva.

(Paulo Coelho)

Premessa

Prima di mostrarti tre azioni che possono aiutarti a ritrovare la calma, è importante prima chiarire cosa sia un litigio. Infatti molte coppie non conoscono bene la vera finalità del discutere con il proprio partner.
Dialogare animatamente, ovviamente evitando di offendersi, è utile alla propria coppia per due motivi principali.
– Il primo è perché un il litigio serve a conoscersi con maggiore chiarezza, vale a dire che proprio grazie alla maggiore intensità emotiva è possibile che emergano bisogni, desideri o malesseri che altrimenti resterebbero più facilmente sottaciuti.
– Il secondo motivo è perché dialogare animatamente è utile nel prendere decisioni importanti per la propria coppia, vale a dire decidere su specifiche questioni riguardanti il benessere della propria relazione.

La finalità di una discussione è sempre quella di raggiungere
una decisione su una determinata questione

Che si tratti del decidere il ristorante dove cenare o se andare a pranzo dai propri suoceri, il punto non cambia.
Discutere serve a decidere; decidere su una (solo una, non due o tre) questione alla volta. Evita di mischiare argomenti diversi in una discussione.
Considera che lo schema comportamentale di attacco o fuga si attiva inconsciamente dopo un tempo medio di controllo di 30 minuti. Dopo questo arco temporale ogni pacifica discussione ha il 90% in più di possibilità di trasformarsi in un litigio.

Arriva ad una decisione in 30 minuti discutendo la questione o lascia stare

Se in questo arco temporale tu e il tuo partner non ci riuscite, fermatevi e provate a riprendere il discorso dopo esservi calmati un attimo.

Ecco tre indicazioni utili per ritrovare la calma.

1. CAMBIA LE INFORMAZIONI SENSORIALI DEL CERVELLO

Le emozioni sono analisi interpretative della realtà su base sensoriale.

Cambiare le informazioni sensoriali ti permette di intervenire sulle tue emozioni.

  • SORRIDI: l’attivazione dei muscoli del viso connessi al sorriso implementa i circuiti nervosi del benessere. Significa che se fai un sorriso, anche se non propriamente sentito, puoi condizionare e trasmettere al tuo cervello che stati vivendo un momento sereno.
    a
  • RESPIRA CON IL DIAFRAMMA: quando ci si trova in una condizione psico-fisica di relax il respiro è più lento e profondo. Riproducilo.
    Siediti schiena dritta, una mano sul petto una sulla pancia.
    Inspira facendo gonfiare il diaframma per 6 secondi.
    Trattieni l’aria per 5 secondi.
    Poi espira per altri 7 secondi.
    Eseguilo lentamente per 5 minuti; mentre inspiri immagina energia positiva che entra dentro di Te.
    Quando espiri immagina un fumo nero che ti lascia e va via, la tua rabbia, la tua tensione che svanisce via.

2. CAMBIA LA PROSPETTIVA TEMPORALE

Le emozioni ingannano il tempo. Quando provi un’emozione negativa lo spazio tende a restringersi.
Ovvero è come se il tempo dell’emozione negativa diventasse un tempo assoluto.

Il rischio è di ingigantire una tensione dandogli “troppo peso”

Prova a fermarti, siediti in un posto tranquillo. Prova a immaginare a cosa esisteva 30 anni prima nello stesso posto in cui ti trovi adesso; allo stesso tempo prova ad andare ancora più indietro con la tua mente, cosa c’era nel luogo in cui ti trovi adesso 100 anni prima di Te. Continua fino a perderti. Puoi avere lo stesso effetto provando a “spostare” la mente nel futuro. Cosa ci sarà tra 100 anni in questo luogo, cosa rimarrà di questa tensione che stai provando.

Quando ti perdi nel tempo, la tensione svanisce

Osservati dall’alto, dallo spazio, oltre il nostro pianeta; dai la giusta dimensione alla tua esperienza.
Se non ci riesci, può aiutarti guardare questo streaming dal vivo dalla stazione orbitante: ISS NASA Live – Earth From Space.

3. CAMBIA PROGRAMMA MENTALE

Lo stato di tensione emotiva dovuta ad un litigio è come un software attivato nella propria mente che una volta avviato si auto-alimenta.

Puoi interferire con la sua esecuzione inserendo degli elementi discordanti che ne rallentino e arrestino il processo.

Gli elementi sono: 

  • IMMAGINI MENTALI: trova una parola che possa trasmetterti una sensazione di serenità (il nome di tua figlia/o, un viaggio, un tuo progetto futuro, etc.)e trattienila nella mente.
    a
  • PENSIERI: invia un pensiero di amore a una persona a Te cara. Fai un complimento, anche mentalmente, ad una persona che incontri. Desidera il bene di un’altra persona.
    b
  • AGISCI: l’emozione segue l’azione e l’azione ne scarica l’energia. Ferma tutto e concediti un’attività che ti dia piacere (fai una passeggiata, taglia la siepe, cucina, vai in palestra, etc.).

CONCLUSIONI

Litigare toglie energia relazionale.
Per avere più energia relazionale oltre a evitare i litigi leggi questo Post.

Sei troppo spesso arrabbiata/o?
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Un saluto,

Dr. Michele Tedesco


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Come perdonare il partner

In una relazione di coppia specifiche esperienze possono creano ferite molto profonde. Momenti in cui si può provare un forte sentimento di smarrimento, di delusione, dopo i quali è realmete difficile  se perdonare il proprio partner oppure no. Nascono domande nel proprio intimo a cui è difficile dare una risposta: “Come potrò far finta di niente dopo questo?” “Riuscirò a perdonare?” “Nulla sarà come prima”. Dopo un grave torto, puoi decidere di mettere fine alla tua relazione o di andare aventi; in entrambi i casi conoscere come  perdonare è utile al proprio benessere.

Ricorda che perdonare non è mai un obbligo, solo un’opportunità.
Iniziamo a vedere cosa può ostacolare l’azione del perdonare.

“Se fallisci, sii delicato. Perdonati.
  Se ti deludono, sii delicato. Perdonali. Si perdona per se stessi, non per gli altri.
  Si perdona per la propria Felicità’!
  Sii EGOISTA.. PERDONA”

I TRE BLOCCHI DEL PERDONO

La prima cosa da affrontare, dopo una delusione, sono i blocchi mentali.
E’ come se la mente si chiudesse al perdono.  E’ un processo automatico di difesa.

Esistono tre blocchi di cui non sempre si è consapevoli:

  • Blocco dell’Ego: un torto, un maltrattamento, un tradimento, pone in discussione il proprio valore personale. L’ego può vacillare quando le cose non vanno così come si aspetta. È come se quello che hai subito più che riguardare l’altro mettesse in discussione il tuo valore. L’ego infatti basa la propria importanza dalle conferme ricevute dagli altri.  Più sei certo/a del tuo valore personale più resti sereno/a.
    b
  • Blocco nell’Idealizzazione: ogni partner  ha un’immagine mentale che raffigura la propria idea di amore.
    Ogni idea è una mappa di come vivere la relazione. Indica soprattutto cosa dai per certo e cosa ti aspetti sul percorso. Ogni variazione viene rifiutata. Il problema è che un ideale rigido crea illusioni. Molte mappe sono troppo diverse dalla realtà e non sono utili per un viaggio con un’altra persona.
    b
  • Blocco nell’Irresponsabilità: quando si riceve un grave torto,  la prima reazione è l’attivazione del meccanismo di attacco o fuga. All’inizio incolpare il partner può farti sentire meglio. L’altro è stato brutto, sporco e cattivo. Effettivamente puoi “scaricare” le tue emozioni sul colpevole. Questo atteggiamento però, nel tempo, blocca la vtua capacità di prendere in mano la situazione. Per perdonare le cose da dirsi sono altre: “Adesso mi prendo la responsabilità di scegliere. Cosa è meglio per me? Rifiutare il partner, perdonare, cambiare”.
    Ancora: “Come, anche in minima parte, ho contribuito a creare questa situazione”?

IL 90% DEL PERDONARE È DIMENTICARE

Molte coppie credono che l’atto del perdonare sia una singola azione. 
Che si compia una sola volta.

Quando un’esperienza ti ha toccato nel profondo non è possibile
dimenticarla completamente

Il dimenticare a cui faccio riferimento non cancella il ricordo ma crea lo stato d’animo del non curarsi più.
Immagina il dimenticare come un processo.

– Dimentichi ogni volta che decidi di non stare lì a crogiolarti nel dolore.
– Dimentichi quando evitati di rimuginare continuamente su quello che è successo.
– Dimentichi quando ti concentri sul presente.

Spesso più che non potere, non si vuole dimenticare perché è più facile restare offesi.
Negare il perdono in alcuni casi serve per giustificarsi.
Puoi ribadire spesso al partner un’offesa del passato per giustificare un tuo comportamento non proprio corretto nel presente. Cercare una rivincita.
Incolpare l’altro può far sentire più buoni se stessi, svalutate il “colpevole” si può provare un piacevole senso di superiorità a cui ci si può avùbituare.

Ciò nonostante, negando il proprio perdono il prezzo da pagare è alto. Infatti questo atteggianto ti lega sempre al passato e a tutti i suoi dolori.

Quando la tua mente preferisce il passato significa che
il tuo presente non è molto interessante

Perdonare significa fare i conti anche con chi sei nel presente.
Spesso, scegliere di crogiolarsi in un problema del passato in modo passivo piò diventare una scusa per non affrontare le sfide di oggi in modo attivo.

È vero, il pensiero di un’offesa passata può ritornare nella propria mente anche senza che volerlo, ma è una tua responsabilità farlo scorrere via. Focalizzati su quello che stai facendo adesso e vedrai che  in breve tempo andrà via.
Prendi consapevolezza che sei Tu che puoi amplificare il ricordo di uno sgarbo rivolgendogli i tuoi pensieri.
Sei Tu che puoi mantenerlo vivo con la tua attenzione.
Rischi di trasformare il seppur intenso ma breve dolore di un torto, in una lunga storia di tristezza e risentimento.

Pensare al perché, al come, al cosa ti sia successo
è un veleno per la tua mente

 

NON ASSILLARTI, AFFIDATI ALL’OBLIO

Elaborare un’esperienza è utile ma molto difficile. Cercare di dare un significato diverso a un’offesa è utile ma molto impegnativo.
La mia indicazione è di non assillarti con i pensieri.

Lascia il dolore di un’offesa all’oblio

Focalizzati sulle cose che oggi ti danno piacere e soddisfazione. Se non ne hai, cominciate a crearle.
L’inconscio sa da solo come curare le tue ferite se lasci che il nuovo entri nella tua vita.

Forse ancora non riesci a lasciare andare, a perdonare il parner…  ma inizia a utilizzare la tua energia mentale, tutta la passione che hai per darti  nuovi obiettivi, con o senza il tuo partner.. sarai Tu a deciderlo..



”Il tuo perdono nascerà dalla tua felicità”


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Coppia felice ed energia relazionale

Una coppia felice è una coppia in cui entrambi i partner hanno abbastanza energia relazionale per connettersi l’uno all’altro. 

La relazione non è diversa da qualsiasi altra cosa tu possa vedere in natura, anch’essa ha un’essenza vitale; ovvero cresce o muore assimilando o perdendo energia.
La tua unione non è mai statica, o sta migliorando o sta peggiorando proprio in questo preciso momento. La fonte primaria da cui assimila o perde energia sei tu ed il tuo partner. L’errore comune di molte persone è quello di disperdere molta della propria energia in troppe relazioni, troppe nello stesso giorno, troppe nello stesso momento. Significa che trascurano, in modo involontario o superficiale, di riversare una parte importante della propria energia nella relazione di coppia, ovvero la dissolvono in altre relazioni più o meno intime.
Cos’è l’energia relazionale?
Prima la spiegherò da un punto di vista teorico e poi nella pratica.

 

 

L’attenzione è energia.
Quando qualcuno ti guarda con attenzione,
ti sta dando un nutrimento di tipo molto sottile.

(Osho Rajneesh)

CARATTERISTICHE DELL’ENERGIA RELAZIONALE

Quando mi domandano cosa fare per creare una coppia felice, se migliorare la comunicazione, essere più comprensivi, etc. Rispondo in vari modi. E’ importante imparare a comunicare, apprendere COME ASCOLTARE EFFICACEMENTE e comprendersi, ma prima di tutto è assolutamente necessario avere energia relazionale.

Per avere una relazione soddisfacente e vitale
è necessario immettere in essa energia

Quindi, la prima cosa da capire è che la relazione di coppia richiede energia.
L’energia di cui parlo è principalmente:

  • MENTALE: come i pensieri primari a cui permettiamo di predominare nella nostra mente.
  • EMOTIVA: come capacità di percepire e trasmettere emozioni.
  • FISICA: come la potenzialità del nostro corpo di agire.

L’ENERGIA RELAZIONALE È LIMITATA

In coppia ci si aspetta di sperimentare quel sentimento di forza, di connessione e piacere proprio della trasformazione dell’ Io in Noi.
Per trasformare l’Io in Noi serve energia relazionale.

Il motivo principale per cui le coppie spesso si spengono è perché non hanno energia. Non hanno energia per accrescere l’intimità, per potenziare la sessualità, per gioire, per evolvere affrontando le sfide della vita di coppia.
Mancano della consapevolezza che la loro energia è limitata.

Quando ti accorgi di essere poco presente per il tuo partner, di avere poca pazienza, ti senti stanco/a di fare anche attività piacevoli insieme al tuo compagno/a;
molto probabilmente la tua riserva di energia relazionale è bassa.


 

COME SI PERDE ENERGIA

L’errore principale è ritenere di potere sostenere allo stesso modo ogni relazionale.

Questa illusione nasce dalla non conoscenza del proprio limite sul piano mentale, emotivo e fisico.

I partner credono di poter sostenere gli stessi comportamenti e soprattutto le stesse relazioni, come quando erano single, anche ora che hanno creato una coppia; senza un chiaro senso di priorità.

La coppia va in crisi perché spesso disperde buona parte delle sue energie psico-fisiche in altre relazioni.

Nella maggior parte sono relazioni con parenti, amici o colleghi.

Esempio:

  • Passando due ore ad ascoltare i problemi dell’amico la tua capacità di comprensione e ascolto con il tuo partner sarà molto limitata. Per un semplice motivo, sarai stanco/a. Avrai già udito troppi problemi per oggi. Avrai consumato parte della tua energia relazionale ascoltando le tensioni del tuo amico.
  • Dopo aver utilizzato la tua energia emotiva per comprendere la zia malata, sostenere emotivamente i genitori, arrabbiarti con tua sorella etc. arriverai spento/a dal tuo partner. Per lui rimarranno le tue briciole emotive. Non è colpa di nessuno, è una legge fisica. Nessuna magia. Quando è finita è finita, l’energia.
  • Quando instauri rapporti intimi o flirt con altre persone focalizzi i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi desideri in quelle relazioni. È una decisione personale di priorità scegliere dove focalizzare la propria energia relazionale. 
Nessuna meraviglia se il rapporto di coppia rimane sullo sfondo, senza energia, e muore.

COSA FARE NELLA PRATICA

Nella pratica significa che ovviamente va bene avere relazioni profonde con amici, colleghi e parenti, ma partendo da una posizione di consapevolezza.

Prendi coscienza che una vita equilibrata è una bugia. Non puoi dare la stessa energia ad ogni rapporto.

1. FOCALIZZA

Per ottenere una relazione profonda con il tuo partner è necessario concentrare la tua energia primaria in un rapporto primario.
Sei tu a scegliere a quale relazione intima dare la priorità in questo momento.

2. DECIDI

Dare la tua attenzione, affetto e passione ad una relazione significa toglierlo ad altre.
Qualsiasi siano.

La coppia felice è come un aereo, per volare… occorre energia.

Hai capito che perdi molta energia in dipendenza da familiari, amici o colleghi? Non riesci a svincolarti e a concentrare la tua energia su ciò che vuoi?
Puoi contattarmi oggi stesso da qui. ᐊ

Un saluto,

Dr. Michele Tedesco


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Il tuo partner non è il tuo genitore

Oggi parliamo di un problema comune a molte coppie, ovvero quello di comportarsi e relazionarsi con il proprio partner più come se si fosse il figlio o la figlia anziché come un partner adulto. Scopriamo insieme come riconoscere questa dinamica relazionare e porre rimedio.


“Se cerchi un genitore
rimani con i tuoi”

Il partner che ha questo comportamento nel suo intimo, anche se non lo ammette apertamente, può sentirsi incapace di affrontare da solo/a le sfide della vita, del lavoro, della famiglia. Fare “il figlio” impedisce di confrontarsi con il proprio partner alla pari, si è spinti ad aggrapparsi all’altro proprio come farebbe un bambino.

la caratteristica specifica del fare il figlio
è la forte dipendenza dal coniuge

Può riguardare sia l’uomo che la donna. Uno dei due si comporta come un figlio/a.
Gli uomini confondono il partner per la mamma e le donne per il papà. La forte dipendenza spinge alla continua ricerca di aiuto, di protezione, di dimostrazioni di affetto, rassicurazioni, proprio come un figlio piccolo. Il problema che il bambino o la bambina in questo caso possono avere 30, 40, 60 anni; anzi più passa il tempo più il partner figlio si cristallizza in questa dimensione immatura di vivere la relazione esprimendo le seguenti caratteristiche.

1. EVITA LE DECISIONI

Che si tratti di scegliere il ristorante dove cenare o il colore della maglia da comprare, chiede sempre e non decide.
E’ diverso dal condividere valutazioni con il partner. Fare il figlio pervade sia le scelte comuni ma soprattutto quelle personali.
È come se il figlio potesse decidere solo dopo il consenso del genitore o almeno dopo una sua rassicurazione.
I bambini ubbidiscono e gli adulti decidono.
Questa modalità alla lunga satura il partner di richieste.

2. DIPENDE

Il partner che si comporta come un figlio piccolo, come tutti i bambini, vuole una dedizione assoluta.
Ogni problema che ostacola la propria felicità dipende dall’altro.
Vuole attenzioni 24 ore al giorno altrimenti rinfaccia di non essere compreso, assistito e amato.


IL PARTNER GENITORE

Il partner che nel ruolo del genitore alla lunga si stanca di dover decidere/controllare tutto. Quali sono i suoi comportamenti?

1. NON CHIEDE AIUTO

Fare il genitore genera un clima di sottile onnipotenza, è come sentirsi il dio o la dea della coppia.
Diventa difficile chiedere aiuto perché mette in discussione il proprio potere e la propria autostima. Il genitore in fondo è superiore al figlio, ha più responsabilità. Preferisce logorarsi nel cercare di risolvere ogni problema della coppia da solo.
Nel tempo diventa inevitabilmente stressato. Un povero diavolo che non vuole lasciare il forcone del potere nella coppia delegando responsabilità e decisioni all’altro.

2. NON SA GIOCARE

Ebbene sì, il partner nel ruolo genitoriale non può giocare. Almeno non come il “figlio”. Ha sempre il suo ruolo da mantenere. Il gioco e il piacere diventano argomenti infantili. Ha sempre troppi pensieri, avendo al suo fianco un bambino che non sa cucinarsi un uovo, pensa.. “devo pensare a tutto io”.
Alla fine questo tipo di relazione porterà entrambi i partner a essere arrabbiati.

A questo punto può sorgere spontanea una domanda. Come se ne esce?

COME CAMBIARE UN RAPPORTO GENITORE – FIGLIO

Nella pratica ci sono tutte una serie di cose che si possono fare, ma sono dettagli se non si sviluppa una forte personalità adulta (scriverò un articolo per approfondire questo tema).
Il punto fondamentale è:

Solo tra due individui alla pari si può sviluppare
una relazione armonica

La prima azione è tracciare un nuovo cammino in cui entrambi dirigono i giochi. In amore una coppia può essere solo una coppia di amanti. 
Le altre relazioni tanto comuni oggi, fare il genitore del partner, essere anche amici, confidenti etc. sono errori tanto comuni come sono comuni le storie che finiscono.

La coppia genitore-figlio si risolve quando si mischiano le carte in tavola.
L’uno si arricchisce della parte dell’altro che non esprime.

  • Il genitore nella pratica deve fidarsi dell’altro. Accettare che il partner possa sbagliare senza “rimproverarlo” sempre. Allentare il controllo, significa delegare compiti e responsabilità. Sostituire parte dei doveri non richiesti con esperienze di piacere. Esperienze di piacere sono quelle attività che ricaricano la mente, il cuore ed il corpo di emozioni positive.
  •  Il figlio deve affrontare la paura della solitudine.
    Alla base di questo ruolo c’è la paura di non farcela da soli. Diventa essenziale riprendersi
    la propria parte di responsabilità che contribuisce al benessere della coppia.
    Un passaggio importante avviene quando il figlio inizia a sostituire il chiedere con il dare.
    Ecco che da ruolo di figlio evolve in quello di partner adulto. Si impegna a dare sostegno, comprensione, il suo apporto unico alla relazione.
    Nella pratica è uscire dalla propria zona comfort e rischiare.

Rischiare di sbagliare è la strada dell’adulto

Il passaggio ultimo è scoprire che oltre a poter star bene da solo, in coppia non si fanno solo le coccole, ma si riscopre la sessualità. Infatti il segnale di questo errore relazionale è proprio che nella dinamica figlio-genitore, anche se simbolica, la sessualità tra i partner si interrompe fino a quando non cambia la percezione dell’uno verso l’altro come individui alla pari e adulti.